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le keynote di fabio conforti

Conviene davvero?
La domanda più frequente che ci viene posta dai nostri clienti è proprio questa. "E' vero che investire in un impianto fotovoltaico rende?". Bene, la risposta è "Nella maggior parte dei casi sì, e anche parecchio". Nonostante la tariffa incentivante sia stata drasticamente ridotta dall'ultimo decreto, un impianto fotovoltaico è ancora un valido investimento, non solo nella qualità dell'ambiente. A conti fatti è assai meglio di un deposito in titoli garantiti. Ed è garantito per venti anni! Per averne una prova, vi forniamo un foglio di calcolo di semplice utilizzo, RendimentoFV, che vi consente di valutare la convenienza economica del vostro prossimo impianto. Nella cartellina abbiamo accluso un breve manuale con le indicazioni per caricare i dati ed ottenere una proiezione attendibile. Le nostre statistiche ci confortano, indicando un rendimento medio del 5% all’anno, dunque ben più alto dei rendimenti attualmente ottenibili con titoli di risparmio. E’ bene tuttavia precisare alcuni aspetti. In primo luogo la nostra valutazione è calcolata sul rendimento complessivo dell’intero periodo di erogazione del contributo. Questo significa che per raggiungere il...

rendimento medio calcolato è necessario che l’intero meccanismo vada effettivamente a regime. Ciò avviene normalmente nel giro di circa 12 mesi. Dall’allaccio dell’impianto alla erogazione della prima tranche del contributo trascorrono infatti da 4 a sei mesi. In seguito, per quanto a nostro avviso questa prassi non sia del tutto corretta, va ricordato che l’ente erogatore continua almeno per il primo anno a fatturare l’intero consumo, invece di detrarre da subito la corrente immessa in rete dall’utente e dunque a tutti gli effetti imputabile come “autoconsumo”. Solo a partire dal secondo anno viene effettuato il conguaglio. Siamo assolutamente contrari a questa procedura che riteniamo vessatoria e penalizzante nei confronti del consumatore che dovrebbe, a rigore, vedersi fatturare solo la differenza fra quanto immesso e quanto prelevato, bimestre per bimestre e fin da subito, posto che la tecnologia di telerilevamento, ormai propria di tutti i contatori, è ben in grado di gestire il conteggio in tempo reale. Anche il legislatore ha prestato attenzione a questo aspetto, limitandosi tuttavia a porre dei termini per il conguaglio annuale che però, a quanto ci risulta, non vengono ancora rispettati dalle società di fornitura. Le varie associazioni di categoria non hanno fatto molta pressione su questo tema, incentrando la loro attività più sulla determinazione delle tariffe e sulle dimensione degli impianti, che non sul rispetto degli utenti finali degli impianti domestici. Questo è dovuto al fatto che tali associazioni, costituite prevalentemente da gruppi industriali, puntano più alla tutela e garanzia dei grandi investimenti che non al consumatore domestico. Per quanto sia dunque apprezzabile il lavoro e i risultati ottenuti, siamo ancora lontani da una politica ambientale più consapevole e più largamente condivisa. A questo si deve aggiungere una considerazione di non poco conto, relativamente all’impiego del fotovoltaico. Questa tecnologia non è e non potrà mai essere, per i suoi limiti intrinsechi, sostitutiva delle altri fonti, sulla grande produzione. Troppi ettari di terreno sarebbe necessario sacrificare per ottenere la produzione anche di una piccola centrale a carbone! E’ dunque evidente, a nostro avviso e del tutto controcorrente rispetto alle opinioni più diffuse dai media, che il fotovoltaico trovi la sua migliore utilizzazione nei piccoli impianti domestici, invece che nelle grandi centrali. Il legislatore, manco a dirlo, ha invece privilegiato la via opposta, penalizzando negli incentivi i piccoli e micro impianti, 1- 3 kWp e garantendo reddito ai grandi. Da ultimo va detto che la redditività del capitale investito, per quanto davvero interessante, come potrete verificare voi stessi utilizzando il nostro RendimentoFV, raggiunge quasi sempre valori compresi fra il 5 e il 10% all’anno. Questo rappresenta un margine esiguo per il sistema bancario che normalmente, per questo tipo di finanziamenti, richiede un tasso fisso intorno al 6%. Restando sempre dalla parte del cliente finale, ci auguriamo di aver esposto con chiarezza ed onestà gli elementi critici ma anche di aver fatto emergere la reale opportunità. Vi esortiamo dunque a scaricare e utilizzare RendimentoFV ai link di seguito, e verificare voi stessi. Vi invitiamo naturalmente a consultarci per ogni approfondimento.

Grazie
Fabio Conforti

iurop consultingScarica RendimentoFV

Il tema del network, inteso come aggregazione e collaborazione fra aziende specializzate è di grande attualità perchè è la risposta migliore alla sfida di arricchire il prodotto o servizio che le imprese forniscono alla filiera di appartenenza, ossia al committente indutriale o al consumatore finale.
Per arricchire il prodotto o servizio fornito al cliente, tuttavia, la singola impresa non può muoversi da sola, la sua competenza specializzata è in genere insufficiente per fornire le abilità, le idee, le capacità produttive che servono allo scopo.

E. Rullani
(docente di Economia della Conoscenza
presso la Venice International University, Venezia)

 

Iurop Consulting opera come demiurgo della rete per migliorare l'esperienza del consumatore finale, intercettando le imprese che sono in possesso delle competenze che occorrono e mettendo insieme i diversi passaggi necessari alla realizzazione del servizio, progetto o prodotto finale.

Maurizio Carmignani
(Sociologo, Business Manager di Ad Hoc-Culture)